Quando il corpo si attiva

Ho l'ansia…

Sono preoccupato…

Mi sento costantemente agitato…

Ho un dolore alla gola…

Modi diversi per raccontare un'esperienza simile.

Il nostro corpo però non usa etichette. Lui si limita a fare quello per cui è fatto: attivarsi, mandarci segnali, rispondere.

Ansia e attivazione corporea — stress, sistema nervoso e psicologia clinica. Maria Chiara Pavesi, psicologa clinica, Trento

Il cuore accelera.

I pensieri partono.

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Il respiro si accorcia.

Lo stomaco si stringe.

Corpo e mente non si attivano separatamente — arrivano insieme, tutti in una volta.

Il neuroscienziato Stephen Porges ha dedicato decenni a studiare come il nostro sistema nervoso risponde al mondo esterno. La sua scoperta — la teoria polivagale — dice una cosa semplice e rivoluzionaria: il sistema nervoso non aspetta che tu decida come rispondere. Scansiona l'ambiente in modo automatico, continuo, inconsapevole.

Quando rileva qualcosa di importante — un pericolo, una sfida, qualcosa che conta — si attiva.

Quell'attivazione non ha un colore.

Non è ansia.

Non è paura.

Non è debolezza.

È un segnale neutro:

“Attenzione", qui c'è qualcosa!”

Siamo noi, dopo, ad aggiungere il colore e la direzione.

Jung credeva che i sintomi non fossero nemici da combattere — ma messaggi.

Il modo in cui il corpo cerca di attirare la nostra attenzione su qualcosa che non riusciamo ancora a vedere chiaramente.

Quella stretta allo stomaco. Quel cuore che non si calma. Quella tensione che non riesci a spiegare.

Non sono errori del sistema.

Sono il sistema che funziona — e che ci sta parlando.

Allora la domanda non è: come faccio a smettere di sentirmi così?

La domanda è: cosa mi sta dicendo questo segnale? Cosa accade che mi spinge ad attivarmi?

Non serve avere una risposta immediata.

Basta cominciare a fare la domanda.